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2007-02-22
Sentiero dei grandi alberi sull'altopiano delle montagnole

Località di partenza:         Recoaro Mille
Località di arrivo:           Recoaro Mille
Quota max raggiunta:         1050 m
Dislivello:                   250 m
Tempo di percorrenza:       3 ore - 1ora in mountain bike
Grado di difficoltà:           facile

Il percorso attraversa l'Altopiano delle Montagnole in uno splendido ambiente montano. L'itinerario ha un particolare fascino per il panorama che si può ammirare, infatti è caratterizzato da suggestive vedute dei principali gruppi mountuosi dell'Alto Vicentino, come ad esempio il Carega, il Sengio Alto, il Pasubio ed il Novegno. Per quanto riguarda l'aspetto più strettamente naturalistico il sentiero dei Grandi Alberi va a toccare una lunga serie di patriarchi vegetali, veri e propri monumenti viventi che, dall'alto della loro età e imponenza, costituiscono un patrimonio storico e culturale oltre che naturalistico e ambientale. Lungo il percorso si può ammirare l'imponente tiglio ibrido chiamato "Linte delle Montagnole", il più importante tra tutti i grandi Alberi della zona di Recoaro.

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2007-02-22
Itinerario storico-naturalistico Civillina

Località di partenza: Passo Zovo (Valdagno)
Località di arrivo: Passo Zovo (Valdagno)
Tempo di percorrenza: 3 ore a piedi - 1ora in mountain bike
Grado di difficoltà: Facile

E' un percorso panoramico che si sviluppa intorni ai monti Scandolara e Castrazzano fra boschi e verdi prati. Si consiglia l'escursione in primavera per poter ammirare l'abbondante fioritura. Da segnalare inoltre la ricca presenza di fauna inferiore e di rapaci. Questo itinerario ha la caratteristica di essere un percorso ad anello, può infatti essere completamente percorso tornando esattamente al punto di partenza.

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2007-02-22
L'anello storico di Campogrosso

Località di partenza:          Località Campogrosso
Località di arrivo:              Località Campogrosso
Dislivello:                          300 m
Quota max raggiunta:       1510 m
Tempo di percorrenza:      3 ore
Grado di difficoltà:            Facile  

Da Campogrosso si diparte l'anello di un interessante itinerario storico naturalistico che si snoda su un comodo sentiero attorno a Cima Postal (1529 m). Il tragitto presenta significative opere di difesa della Grande Guerra arricchite da un accurato intervento di ripristino operato dalla locale Sezione Alpini. Si incontrano bunker, postazioni, depositi e trincee collegati da una rete viaria di arroccamento in un ambiente tipicamente alpino. Il percorso offre inoltre l'occasione di ammirare la flora tipicamente alpina ricca di Ginepri, Rododendri, Mirtilli, Pini Mughi e nella bella stagione gli splendidi colori dei Crochi, delle Genziane e dei Ranuncoli gialli.

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2007-02-22
Quattro buoni motivi per venire a Vicenza

Le aziende agrituristiche vi propongono dei percorsi turistici a Vicenza e dintorni; potrete contare sulla loro collaborazione per definire gli itinerari specifici in base alle vostre esigenze e alla stagione.
Potrete effettuare dei percorsi a piedi in centro città o spostarvi con le  biciclette in dotazione alle aziende agrituristiche.
Nel territorio troverete percorsi segnalati che vi permetteranno  di trascorrere una giornata, un week-end  o intera settimana alla scoperta di Vicenza, delle Ville Palladiane, di grotte e covoli, della valle del  fiume Brenta, delle montagne, e dei prodotti agroalimentari tipici dell'enograstronimia vicentina.

Vicenza: La Terra di Andrea Palladio

Per conoscere la Provincia di  Vicenza occorre visitare la città capoluogo, capire la sua storia, le sue origini, ammirare le principali opere di Andrea Palladio:  la Basilica Palladiana, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati, Corso Palladio, le Piazze ed i Palazzi storici.
Proseguendo nell'itinerario palladiano non deve mancare una sosta alla Villa Capra- La Rotonda e Villa Ai Nani
Arrivati a Lonigo si trovano Villa Pisani e "la Rocca Pisana". Villa Pisani è opera del Palladio, la Rocca Pisana è stata progettata dallo Scamozzi, sullo schema palladiano della Rotonda. Arrivati a Pojana Maggiore si può visitare una delle più significative opere dell'architetto vicentino: Villa Pojana.
A Montecchio Maggiore si trovano i Castelli di Giulietta e Romeo e soprattutto  vi è una delle più belle ville del Veneto: Villa Cordellina-Lombardi, la ricchezza dei suoi edifici è inserita in un giardino all'italiana di grande suggestione dove si possono ammirare interessanti gruppi scultorei.
Spostandosi in direzione di Thiene, si potranno trovare  Villa Caldogno a Caldogno  e, poste sopra un poggio panoramico ancora intatto a Lugo Vicentino, Villa Godi Malinverni e Villa Piovene Porto-Godi. Villa Godi- Malinverni è la prima villa costruita dal Palladio tra il 1540 e il 1542, all'interno Villa ospita un interessante museo dei fossili.

Passeggiando in bicicletta tra le perle dei Colli Berici

Nella pianura sud di Vicenza sorge un sistema di rilievi che non presenta altitudini particolari, ma che rappresenta una delle aree naturalistiche più belle del Veneto: i Colli Berici.
Qui è possibile percorrere facili sentieri ed itinerari storico- naturalistici a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Sui dolci declivi si trovano boschi e vengono coltivati vigneti e uliveti da cui si ricavano vini pregiati e l'olio extra vergine di oliva, tra i prodotti enogastronomici di questa terra insieme al prosciutto Berico- Euganeo, Grana Padano e la grappa. Per gli sportivi non mancano pareti rocciose verticali utilizzate come palestre per arrampicata.
I Colli sono divisi quasi a metà da due grandi valli: la Valle Liona a sud e la Valle di Fimon a nord.
L'area lacustre di Fimon è di grande interesse paesaggistico e storico. Si tratta di un'area ancora integra, dove molti animali selvatici e dove vi è un centro rapaci. Tracce di storia preistorica anche nelle grotte e nei covoli attorno a Lumignano e a Mossano. Nella grotta di S. Bernardino, vicino a Mossano sono state svolte campagne di scavo archeologico che hanno portato alla luce numerosi reperti. A Lumignano si trova l' eremo di San Cassiano, di origine medievale.
Nel Basso vicentino è inoltre interessante la presenza di ville venete con giardini storici all'italiana come Villa Da Schio a Costozza di Longare Villa Fracanzan Piovene Porto- Godi a Orgiano e castelli costruiti nel periodo medievale che si ergono nel territorio tra Montegalda e Lonigo.

Il Fiume Brenta e la sua storia

 Arrivando nella zona collinare tra Bassano del Grappa e Marostica, a tarda primavera,  si assiste ad uno spettacolo straordinario: la fioritura dei ciliegi che poi daranno i rossi frutti: la ciliegia IGP di Marostica, da non dimenticare poi che tra maggio e giugno è possibile degustare il pregiato Asparago Bianco di Bassano DOP.
L'itinerario inizia da Marostica, una delle più belle città del Veneto. La cerchia muraria di origine scaligera, racchiude i due castelli e il centro storico. Partendo dalla Piazza degli Scacchi, dove ogni due anni viene allestita nel mese di settembre la famosa Partita a Scacchi, si può proseguire con la visita al Castello Inferiore ed escursione lungo le mura fino al Castello Superiore.
Da non perdere la possibilità di far "Quattro passi per il Centro di Bassano del Grappa": Viale dei Martiri, Ponte Vecchio, le piazze del centro storico, Torre Civica, Musei.
Qui in città si potrà visitare il museo della Grappa e degustare questo prodotto.
Da aprile a ottobre è possibile effettuare il percorso "Conosciamo il Fiume Brenta" con ritrovo alle Grotte di Oliero a Valstagna visita alle Grotte di Oliero, escursione in battello sul fiume Brenta o discesa  di rafting di 10 km

Nelle vicinanze si trovano Nove, famosa per le sue ceramiche,  Possagno con il Museo dedicato a A. Canova, si prosegue visitando la città murata di Asolo.
Prima di congedarsi è interessante una visita al Parco Faunistico Cappeller a Cartigliano, dove si possono ammirare varie specie di animali.

Percorsi sull'Altopiano di Asiago

Altopiano di Asiago significa montagna, da vivere in ogni stagione attraverso passeggiate ed escursioni stupende, impegnativi percorsi in mountain-bike e, d'inverno, con gli scii ai piedi.
L'Altopiano di Asiago vanta nello scii una lunga e consolidata tradizione sportiva che ha fatto maturare molti talenti a livello nazionale ed internazionale.
Per la sua configurazione strutturale l'Altopiano è un immenso stadio naturale per la pratica dello scii di fondo: sette i centri organizzati che coprono oltre 500 km di tracciati. Gli appassionati di questo sport possono immergersi in paesaggi da fiaba, ammirare panorami incantevoli e godere di profondi silenzi. Emergono per importanza il Centro Fondo di Asiago e Centro Fondo Gallio. Quest'ultimo parte da località Campomulo ed è il più grande centro di sci nordico al mondo con oltre 150 km di piste che attraversano località dense di storia per i fatti collegati alle battaglie della Prima Guerra Mondiale
Quattro buoni motivi per venire a Vicenza


Le aziende agrituristiche vi propongono dei percorsi turistici a Vicenza e dintorni; potrete contare sulla loro collaborazione per definire gli itinerari specifici in base alle vostre esigenze e alla stagione.
Potrete effettuare dei percorsi a piedi in centro città o spostarvi con le  biciclette in dotazione alle aziende agrituristiche.
Nel territorio troverete percorsi segnalati che vi permetteranno  di trascorrere una giornata, un week-end  o intera settimana alla scoperta di Vicenza, delle Ville Palladiane, di grotte e covoli, della valle del  fiume Brenta, delle montagne, e dei prodotti agroalimentari tipici dell'enograstronimia vicentina.

Vicenza: La Terra di Andrea Palladio

Per conoscere la Provincia di  Vicenza occorre visitare la città capoluogo, capire la sua storia, le sue origini, ammirare le principali opere di Andrea Palladio:  la Basilica Palladiana, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati, Corso Palladio, le Piazze ed i Palazzi storici.
Proseguendo nell'itinerario palladiano non deve mancare una sosta alla Villa Capra- La Rotonda e Villa Ai Nani
Arrivati a Lonigo si trovano Villa Pisani e "la Rocca Pisana". Villa Pisani è opera del Palladio, la Rocca Pisana è stata progettata dallo Scamozzi, sullo schema palladiano della Rotonda. Arrivati a Pojana Maggiore si può visitare una delle più significative opere dell'architetto vicentino: Villa Pojana.
A Montecchio Maggiore si trovano i Castelli di Giulietta e Romeo e soprattutto  vi è una delle più belle ville del Veneto: Villa Cordellina-Lombardi, la ricchezza dei suoi edifici è inserita in un giardino all'italiana di grande suggestione dove si possono ammirare interessanti gruppi scultorei.
Spostandosi in direzione di Thiene, si potranno trovare  Villa Caldogno a Caldogno  e, poste sopra un poggio panoramico ancora intatto a Lugo Vicentino, Villa Godi Malinverni e Villa Piovene Porto-Godi. Villa Godi- Malinverni è la prima villa costruita dal Palladio tra il 1540 e il 1542, all'interno Villa ospita un interessante museo dei fossili.

Passeggiando in bicicletta tra le perle dei Colli Berici

Nella pianura sud di Vicenza sorge un sistema di rilievi che non presenta altitudini particolari, ma che rappresenta una delle aree naturalistiche più belle del Veneto: i Colli Berici.
Qui è possibile percorrere facili sentieri ed itinerari storico- naturalistici a piedi, in bicicletta o a cavallo.
Sui dolci declivi si trovano boschi e vengono coltivati vigneti e uliveti da cui si ricavano vini pregiati e l'olio extra vergine di oliva, tra i prodotti enogastronomici di questa terra insieme al prosciutto Berico- Euganeo, Grana Padano e la grappa. Per gli sportivi non mancano pareti rocciose verticali utilizzate come palestre per arrampicata.
I Colli sono divisi quasi a metà da due grandi valli: la Valle Liona a sud e la Valle di Fimon a nord.
L'area lacustre di Fimon è di grande interesse paesaggistico e storico. Si tratta di un'area ancora integra, dove molti animali selvatici e dove vi è un centro rapaci. Tracce di storia preistorica anche nelle grotte e nei covoli attorno a Lumignano e a Mossano. Nella grotta di S. Bernardino, vicino a Mossano sono state svolte campagne di scavo archeologico che hanno portato alla luce numerosi reperti. A Lumignano si trova l' eremo di San Cassiano, di origine medievale.
Nel Basso vicentino è inoltre interessante la presenza di ville venete con giardini storici all'italiana come Villa Da Schio a Costozza di Longare Villa Fracanzan Piovene Porto- Godi a Orgiano e castelli costruiti nel periodo medievale che si ergono nel territorio tra Montegalda e Lonigo.

Il Fiume Brenta e la sua storia

 Arrivando nella zona collinare tra Bassano del Grappa e Marostica, a tarda primavera,  si assiste ad uno spettacolo straordinario: la fioritura dei ciliegi che poi daranno i rossi frutti: la ciliegia IGP di Marostica, da non dimenticare poi che tra maggio e giugno è possibile degustare il pregiato Asparago Bianco di Bassano DOP.
L'itinerario inizia da Marostica, una delle più belle città del Veneto. La cerchia muraria di origine scaligera, racchiude i due castelli e il centro storico. Partendo dalla Piazza degli Scacchi, dove ogni due anni viene allestita nel mese di settembre la famosa Partita a Scacchi, si può proseguire con la visita al Castello Inferiore ed escursione lungo le mura fino al Castello Superiore.
Da non perdere la possibilità di far "Quattro passi per il Centro di Bassano del Grappa": Viale dei Martiri, Ponte Vecchio, le piazze del centro storico, Torre Civica, Musei.
Qui in città si potrà visitare il museo della Grappa e degustare questo prodotto.
Da aprile a ottobre è possibile effettuare il percorso "Conosciamo il Fiume Brenta" con ritrovo alle Grotte di Oliero a Valstagna visita alle Grotte di Oliero, escursione in battello sul fiume Brenta o discesa  di rafting di 10 km

Nelle vicinanze si trovano Nove, famosa per le sue ceramiche,  Possagno con il Museo dedicato a A. Canova, si prosegue visitando la città murata di Asolo.
Prima di congedarsi è interessante una visita al Parco Faunistico Cappeller a Cartigliano, dove si possono ammirare varie specie di animali.

Percorsi sull'Altopiano di Asiago

Altopiano di Asiago significa montagna, da vivere in ogni stagione attraverso passeggiate ed escursioni stupende, impegnativi percorsi in mountain-bike e, d'inverno, con gli scii ai piedi.
L'Altopiano di Asiago vanta nello scii una lunga e consolidata tradizione sportiva che ha fatto maturare molti talenti a livello nazionale ed internazionale.
Per la sua configurazione strutturale l'Altopiano è un immenso stadio naturale per la pratica dello scii di fondo: sette i centri organizzati che coprono oltre 500 km di tracciati. Gli appassionati di questo sport possono immergersi in paesaggi da fiaba, ammirare panorami incantevoli e godere di profondi silenzi. Emergono per importanza il Centro Fondo di Asiago e Centro Fondo Gallio. Quest'ultimo parte da località Campomulo ed è il più grande centro di sci nordico al mondo con oltre 150 km di piste che attraversano località dense di storia per i fatti collegati alle battaglie della Prima Guerra Mondiale.

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2007-02-22
L'altopiano in mountain bike

Un percorso ideale attraverso l'Altopiano

Un percorso ideale per chi ha voglia di visitare tutto l'altopiano di Asiago attraverso strade sterrate, sentieri e piste d'esbosco, per un 300 km facendo tappa ad ogni comune, per un livello medio di abilità tecnica.
 
Partenza: Strada del trenino di Asiago.
Percorso:benché ogni punto del tracciato che attraversa un comune o vi si avvicina è adatto per iniziare il percorso proponiamo di partire dalla "Strada del trenino". Da lì proseguiamo passando oltre Canove per 2 km e poi continuiamo in direzione Tresché Conca. Prendiamo quindi la strada del Bisele ed attraversiamo la zona dei graffiti, lungo un sentiero dove è possibile trovare una folta vegetazione o materiale deposita e trasportato dalla pioggia. Passiamo poi per Roana e saliamo al Verena, quindi proseguiamo per Campolongo di Rotzo, e scendiamo in Val d'Assa. Procediamo verso i Larici e costeggiamo la zona Portule. Passiamo per M.ga Meatta, Forte Interrotto, Malga Zingarella e Malga Galmarara percorrendo tutta la zona alta dal bivio Italia al Piazzale Lozze: oltre i 2000 m di altitudine attraversiamo le zone che furono teatro di combattimenti durante la Prima Guerra Mondiale. Scendiamo fino ad Enego, passando attraverso la Piana di Marcesina e risalendo da Foza fino alle Melette e Campomulo per ridiscendere verso Gallio. Giriamo quindi attorno al M.te Valbella, in cui comincia la parte sud vicino ai confini di Lusiana e Conco, arrivando fino alle malghe di Caltrano ed alla zona del Cengio, sopra a Tresché Conca. Riprendiamo quindi la strada del trenino per fare ritorno al punto di partenza.

PERCORSO ASIAGO

Partenza: Strada del trenino.
Tempo di percorrenza: 3 ore per i principianti ed 1 ora e 15 min per gli esperti
Distanza: 24 km
Difficoltà: media
Ripari: Rif. Boscon a ca. 7 km, Bivacco Caltrano a 11 km, Rif. Toerle a 14 km, Rif. Pria dell'Acqua a 16 km, Lazzaretto, a 19 km.
Rifugi - Ristori: Rif. Alpino, Pozza del Favero, a 9 km.
Percorso: Partiamo dalla strada del trenino, fino a circa 2 km dopo Canove. Prendendo la stradina di collegamento che svolta a sinistra segnalata da una freccia in legno con rappresentato un rampichino. Risaliamo senza forzare troppo perché la salita è abbastanza lunga fino al Rif. Boscon e procediamo diritti seguendo le indicazioni per il Rif. Bar Alpino. Proseguiamo quindi per M.ga Lovareze fino al Bivio Caltrano e giriamo a sinistra lungo la strada sterrata verso il Rif. Toerle. Continuiamo in discesa per la strada principale del Barenthal. Prima del bivio Lucca, che collega alla strada asfaltata, giriamo a sinistra ed oltrepassiamo una radura con una chiesetta: detta Lazzaretto perché vi si portavano gli ammalati di peste durante l'epidemia che iniziò nel 1631. Arrivati alla croce di legno (S. Sisto) giriamo a destra e procediamo fino a C. da Ave. Terminata la discesa, da dove inizia la strada asfaltata, imbocchiamo la stradina a destra per il Bellocchio, passando davanti al Linta Hotel. Siamo ormai giunti al termine del percorso, a breve distanza dal centro di Asiago.

PERCORSO CONCO

Partenza: Conco
Tempo di percorrenza: 3 ore per i principianti ed 1 ora e 30 min per gli esperti
Distanza: 25 km
Difficoltà: medio - facile
Rifugi: Alb. Puffele, Agriturismo Campomezzavia, lasciando il percorso a sinistra, Agriturismo Val Ceccona
Percorso: Partiamo da Conco e saliamo a Rubbio, passando per località Lebele. Prendiamo quindi la strada asfaltata che porta ad Asiago e proseguiamo per 1.5 km, dove imbocchiamo una strada sterrata a destra. Procediamo tenendo la sinistra: lasciamo sulla sinistra due sterrate, una che conduce al rif. Biancoia e l'altra che porta a delle cave ma che ad un certo punto si ferma. Ai tre bivi successivi, teniamo la sinistra lungo la Val Scausse fino ad arrivare alla fraz. Sasso di Asiago. Dopo circa 4 km, al primo incrocio, giriamo a sinistra per Bassano (si potrebbe anche girare prima e seguire la traccia che usano i cavalli dei vicini maneggi), quindi, dopo il Puffele, teniamo la destra verso Lusiana. Dopo 1 km, alla fine della prima discesa, seguiamo una strada panoramica. Appena prima di rincontrare la strada provinciale, giriamo a destra per una sterrata in discesa che riporta al paese di Conco.

PERCORSO ENEGO

Partenza: Enego
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti per i principianti ed 1 ora per gli esperti
Distanza: 15 km
Ristori: Trattorie a Godeluna ed a Stonar
Percorso: da Enego prendiamo la Val di Fabbro, proseguendo poi per Valgoda e Corlo. Lungo la prima parte del percorso, in terreno pianeggiante, ci godiamo lo splendido panorama della Valsugana. Poi, attraverso una lunga salita, giungiamo in prossimità del Bivio Dori che conduce a Marcesina. Proseguiamo per la stradina sterrata che, tenendo la destra, porta sopra a loc. Cornetta. Da qui, dopo alcune decine di metri d'asfalto, giriamo a destra in mezzo alle case di Cornetta, per una discesa piuttosto impegnativa che, tenendo la sinistra, porta verso la Val di Fabbro. In prossimità di Enego, passando per loc. Frizzon, troviamo la Grotta di Ernesto, dopo Casa Stivai, dove possiamo mangiare, 3 km sopra il centro del paese.

PERCORSO FOZA

Partenza: Foza
Tempo di percorrenza: 5 ore per i principianti e 2 ore e 40 minuti per gli esperti
Distanza: 39 km
Difficoltà: media
Ripari: C.re di Meletta, dopo ca. 16 km, Casare del M. Longara, dopo ca. 23 km, Malghe Tanzer.
Rifugi - ristori: M.ga Ronchetto, a ca. 9 km, Rif. Campomulo, a ca. 20 km, Agriturismo Spill, a 26 km.
Percorso: Partiamo da Foza verso Lazzaretti (volendo percorrere subito il tratto sterrato, si prende la strada che dal bivio per Valstagna scende verso i Cruni e risale poi ai Lazzaretti); da qui, prendiamo la strada a sinistra che sale fino alla piana di Marchesina, percorrendo una salita piuttosto lunga. Arrivati al piano prendiamo la seconda stradina a destra che porta a M.ga Ronchetto. Sopra alla malga seguiamo la strada sterrata che porta, con una salita progressiva, agli impianti sciistici delle Melette. Proseguiamo per Sbarbatal, passando per un sentiero di speroni di roccia sgretolati, fino a Campomulo. Teniamo la destra guardando a valle e saliamo per una strada sterrata che porta alla cima di M.te Longara. Dopo delle chiudende per le mucche raggiungiamo la base dei ripetitori TV. Prendendo la stradina a destra, dopo il ripetitore più a valle, lungo la stradina, sulla sinistra troviamo un recinto per i cervi che dobbiamo superare. Prendiamo quindi una strada sterrata che, oltrepassati una malga e l'agriturismo Spill, collega con la strada che porta alle Melette. Da qui saliamo per meno di 1 km fino ad incontrare sulla destra una stradina spesso chiusa da una sbarra; prendiamo questa strada e procediamo fino al locale Campanella attraverso un saliscendi che successivamente cede il passo ad una bella discesa. Da Campanella attraversiamo la strada e scendiamo in località Ronchi. Giunti a valle proseguiamo fino ad incontrare la strada asfaltata. Giriamo prima a sinistra e poi a destra. Ci manteniamo sulla destra fino ad una sterrata pianeggiante che conduce alla Val Piana ed agli Stona. Superando la salita a tornanti che porta alla provinciale, giriamo a destra e proseguiamo per 1 Km ancora fino ad rientrare a Foza, concludendo il percorso.

PERCORSO GALLIO

Partenza: Gallio
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti per i principianti ed 1 ora e 40 minuti per gli esperti
Distanza: 23 km
Difficoltà: medio - difficile
Ripari: Busette, dopo 7 km, Fiaretta, dopo 9 km, Boscosecco, dopo meno di 11 km.
Rifugi - ristori: Agriturismo M.ga Fiara, a 14 km, Campomuletto, a 16 km, Campomulo, con possibilità di pernottamento, a 17 km, Agriturismo Spill, a 22 km, lasciando il percorso a destra nella discesa dal M. Longara.
Percorso: Partiamo da Gallio, verso località Gastagh. Superata la prima salita proseguiamo sulla strada sterrata in direzione Val di Nos, lungo una strada pianeggiante e progressivamente in salita, intervallata da pianori, per circa 7 km. Giunti ad un incrocio, svoltiamo a destra per una stradina seminerbita dalla quale si può godere di un bellissimo panorama. Procediamo ancora per 2 km di leggera salita, con fondo sconnesso, fino ad incontrare un'altra stradina: qui giriamo a sinistra verso M.ga Fiaretta.
Dopo M.ga Fiaretta c'è una sorgente dalla quale si può prendere acqua: una rarità nel territorio carsico altopianese. Procediamo per circa 400 m, quindi lasciamo il sentiero per inoltrarci in una stradina in mezzo al bosco a sinistra, oltre il pascolo. Proseguiamo lungo una discesa piuttosto impegnativa fino a M.ga Boscosecco. Teniamo la destra per raggiungere, dopo una breve salita, Prà Campofilone, dove svoltiamo a destra verso M.ga Fiara. Procedendo diritti si possono raggiungere Piazzale Lozze e la zona dell'Ortigara: attenzione però a non addentrarsi lungo sentieri d'alta montagna e di interesse storico in mountain bike, perché si può incorrere nel pagamento di una sanzione di £ 200000.
Da M.ga Fiara teniamo la destra per altri 3.5 km, fino al Rifugio Campomulo. Manteniamo ancora la destra guardando a Valle e saliamo per una strada sterrata che conduce alla cima di M.te Longara. Oltrepassiamo le chiuse per le mucche per raggiungere i ripetitori TV dopo un tratto in discesa; poco prima dobbiamo affrontare a destra una pista d'esbosco molto ripida. Superato il bosco continuiamo sempre in discesa lungo la strada sassosa fino a località Costa di Gallio: giunti a questo punto scendiamo subito in paese o giriamo a destra e percorriamo ancora un tratto di stradina che porta in loc. Zebbo, dalla quale facciamo ritorno a Gallio.

PERCORSO LUSIANA

Partenza: Lusiana
Tempo di percorrenza: 2 ore per i principianti ed 1 ora e 10 minuti per gli esperti
Distanza: 21 km
Difficoltà: media
Ripari: M.ga Camporossignolo, a ca. 11 km, Ristoro, a ca. 9 km.
Rifugi - ristori: Rif. Monte Corno, a 14 km, lasciando il percorso a sinistra
Percorso: Partiamo da Lusiana, in direzione di Asiago. Prima di località Piazza, giriamo a destra per una mulattiera che, tenendo la destra, porta ai Cavassi e alla strada dei Militari. Risaliamo fino alla provinciale che collega Lusiana ad Asiago. Da qui procediamo fino al punto di scollinamento, quindi prendiamo la strada a sinistra. Dopo 300 m giriamo a destra per una sterrata e continuiamo lungo la strada principale. Mantenendo la sinistra, si arriva a Camporossignolo. Noi svoltiamo a sinistra ed oltrepassiamo il bivio che, dopo ca. 2 km, porta a Rif. M. Corno. Al tornante in loc. Ristoro imbocchiamo una stradina che porta a Piazza Campana e poi scendiamo lungo una bella discesa fino al Covolo. Risaliamo per la strada asfaltata fino al Pilastro e prendiamo la strada bianca del "Pisaincoste" fino al campo sportivo di Lusiana.

PERCORSO ROANA

Partenza: Roana
Tempo di percorrenza: 3 ore per i principianti ed 1 ora e 15 minuti per gli esperti
Distanza: 19 km
Difficoltà: medio - difficile
Ripari: M.ga Quarti, C.ra Verena, M.ga Erio.
Rifugi - ristori: Baita Laghetto, alla partenza
Percorso: Dal Laghetto di Roana, 1 km sopra l'abitato, saliamo per la strada sterrata tenendo la sinistra fino a quasi 1 km dopo la curva del Martin. Giunti al bivio del pianoro prendiamo la destra verso M.ga Quarti; saliamo e teniamo la sinistra verso Casara Verena, Croce del Civello e giù fino a Malga Erio, lasciando sulla sinistra la strada che porta a M.ga Gruppach. Da M.ga Erio scendiamo fino a trovare un tornante: proseguiamo quindi per altri 50 m, lasciando la sterrata ed imboccando un sentiero sulla sinistra, in mezzo al bosco, un po' difficile da scorgere. Procediamo fino ad incontrare la sterrata che noi risaliamo verso sinistra fino ad incontrare sulla destra una pista d'esbosco. Proseguiamo poi fino ad un'altra strada bianca che ci riporta al punto di partenza.

PERCORSO ROTZO

Partenza: Rotzo
Tempo di percorrenza: 4 ore per i principianti ed 1 ora e 45 minuti per gli esperti
Distanza: 28 km
Difficoltà: media, ma con discesa tecnica e buon dislivello. I due dislivelli da superara all'inizio ed alla fine del percorso richiedono un minimo di preparazione atletica
Ripari: C.re di Campolongo, dopo 9 km, Fratte di Campolongo, dopo 12 km.
Percorso: Da Rotzo, in direzione Albaredo, prendiamo una stradina molto ripida, asfaltata all'inizio, che sale per la Val Martello. All'incrocio con la strada asfaltata prendiamo la prima sterrata a sinistra che porta alle casare di Campolongo, lasciando a sinistra la strada per il Forte di Campolongo. Teniamo la sinistra, superando due bivi e passando di fronte alle Fratte di Campolongo. Al bivio successivo teniamo la sinistra e poi la destra, verso Cima Cinghella. Da qui procediamo lungo la discesa molto tecnica della Strada del Cinghella, che conduce sopra all'abitato di S. Pietro Valdastico. Teniamo ancora la sinistra (non in direzione Pedescala) per arrivare alla frazione Castelletto lungo una salita regolare ma non ripida. All'inizio del Castelletto giriamo a destra, per la stradina della campagna di Rotzo, dalla quale possiamo vedere le famose coltivazioni di patate, facendo ritorno al punto di partenza dopo un breve strappo finale.

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2007-02-22
L'Altopiano dei Sette Comuni Una passeggiata nella storia

Il percorso:

Asiago - Bivio Italiano - Roana - Mezzaselva - Albaredo - Rotzo; da qui, per un sentiero poderale di un chilometro, si raggiunge il Bostel.

Notizie:

Strada asfaltata fino a Rotzo e nel suo insieme pressoché pianeggiante.Il percorso si snoda per circa 2 Km, offrendo un "immediato confronto tra il deposito archeologico e lo scenario presumibile del passato.. Situato ad un'altitudine di 850 m s.l.m., il Bostel è considerato il primo centro abitato dell'Altopiano. Nel 1817, in seguito a degli scavi, emersero in questa località oltre 600 casette, capaci di ospitare un migliaio di persone, ossia un vero villaggio che, date le caratteristiche del materiale rinvenuto, fece pensare si potesse datare alla Seconda Età del Ferro (III- II secolo a.C.). Il villaggio si era andato probabilmente costituendo come centro di scambi per i prodotti.
Le casette erano interrate e sporgenti di poco oltre il livello del terreno dove  vi si accedeva attraverso una piccola apertura dalla quale entravano anche la luce e l'aria e vi usciva il fumo prodotto dal fuoco che veniva acceso in una buca al centro della stanza. Il letto era formato da lastroni di pietra o da tronchi d'albero sopra i quali veniva messo un impasto di foglie, letame ed argilla. All'interno i muri erano composti da pietre sovrapposte a secco. Una casetta di proporzione più grande era al centro del villaggio ed attribuita a dimora del capo del villaggio e quale luogo delle riunioni. L'economia era basata sulla pastorizia. Talvolta gli abitanti assalivano le carovane e le piccole borgate nella piana di Thiene. In difesa della gente i romani costruirono due torrioni a guardia della valle e, più tardi, dopo essere saliti al Bostel, lo incendiarono ed uccisero tutti gli abitanti. Fu così che il villaggio fu distrutto. Alcuni scavi compiuti nel 1971 riportarono alla luce 3 casette, che furono poi risepolte, oltre ad oggetti di diversa natura, dei quali sono stati ritrovati e sono ora conservati nel piccolo museo di Rotzo.
 
La Calà del Sasso

La strada dei tronchi
 
Percorso:
 
Tempo di percorrenza: 4 ore
Le tappe del percorso: da Asiago - Provinciale per Bassano fino a Turcio e osteria Fontanella; al bivio, deviazione a sinistra per Sasso (Frazione del Comune di Asiago); prima di entrare in paese, deviazione a destra per strada poderale (circa 300 metri) fino all'imbocco della Calà del Sasso e quindi, Valstagna - Oliero.
Difficoltà: Il percorso è rischioso soprattutto nel disgelo primaverile e dopo temporali o piogge dilavanti, per il pericolo di crolli. In condizioni normali, invece, è impegnativa solo la salita.
Periodo consigliato: Luglio, agosto, settembre.
Cartografia essenziale: KOMPASS 78; IGM Asiago; IGM Valstagna.
Notizie: Strada asfaltata e pressoché pianeggiante fino alla poderale (non percorribile in auto); a piedi si scende la Calà del Sasso. Nel suo insieme il percorso si svolge in mezzo a prati, folto bosco e pascoli.
Il percorso dei 4444 gradini in pietra di calcare grigio parte da Sasso, scende la valle e finisce a qualche centinaio di metri dalla chiesa di Valstagna. La strada è affiancata da una cunetta dove scendevano i tronchi che a Valstagna erano gettati nel Brenta, per arrivare fino a Venezia, dove venivano utilizzati per la costruzione di navi della Serenissima.
La gradinata è inserita in un ambiente molto ricco dal punto di vista naturalistico e rimasto intatto.
Storia della Calà Verso la fine del XIV secolo si sviluppò rapidamente il commercio dei prodotti caseari, della lana ma soprattutto del legname in quasi tutto l'Altopiano, , che per scarse e malcurate vie di comunicazione veniva portato al piano, limitandone la commercializzazione fra le contrade interne. Infatti tutto il legname tagliato nei boschi veniva trascinato da uomini e da donne fino al piano, lungo strade e percorsi inagibili, sfidando in certi casi anche le intemperie, per poi risalire carichi di farina, sale e sementi, utili al loro sostentamento.  Gli abitanti, resosi consapevoli degli importanti disagi delle vie di trasporto, decisero di costruire la odierna "Calà del Sasso".
Fu così che nel 1388, iniziò la realizzazione di quel progetto.
Costruita per maggior sicurezza a gradinata, serpeggiando a ridosso della valle, ogni scalino aveva un'alzata di 10/15 centimetri, un piano d'appoggio di mezzo metro e una larghezza media di due metri. La Calà scende fino al piano per un totale di 4444 scalini in sassi, cavati e lavorati sul posto. In poco tempo, la "Calà del Sasso", divenne la via più breve e la più usata dai boscaioli e dai mercanti: spesso veniva percorsa dalla stessa persona anche due o tre volte al giorno, portando sulla schiena nello scendere i prodotti della montagna e nel risalire, le merci acquistate in pianura. Lo sviluppo del commercio lungo questa strada rese possibile anche l'aumento della popolazione nella zona: si verificò quindi l'esigenza di denominare il nuovo paese formatosi.
Molte sono le ipotesi dell'origine dell'attuale nome Sasso, ma noi pensiamo che derivi proprio dalla costruzione della Calà dove ogni gradino racchiude la storia e la leggenda di chi più volte vi ha appoggiato il piede e di chi più volte l'ha percorsa faticosamente.

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